Bonifiche amianto

In natura, l'amianto è un materiale molto comune.

La sua resistenza al calore e la sua struttura fibrosa lo rendono adatto come materiale per indumenti e tessuti da arredamento a prova di fuoco, ma la sua ormai accertata nocività per la salute ha portato a vietarne l'uso in molti Paesi.

Le polveri contenenti fibre d'amianto, respirate, possono causare gravi patologie. Per questo la F.LLI CAPPELLARO SRL Vi garantisce un servizio completo e sicuro per l'allontanamento del materiale, seguendo le pratiche con l'ASS di competenza, ci occupiamo della bonifica mediante rimozione, trasporto e smaltimento in discariche autorizzate ed infine della realizzazione di nuove coperture civili ed industriali.

Dal gennaio 2014 ci sarà anche la bonifica dell'amianto tra le operazioni coperte dall'ecobonus approvato dal Governo con il decreto legge 63/2013. Il provvedimento già oggi consente agevolazioni fiscali per lavori diristrutturazione edile, in particolare per migliorare l'efficenza energetica delle abitazioni, ma anche per l'acquisto di nuovo arredo.

Dal prossimo anno il decreto permetterà di detrarre dalla dichiarazione dei redditi fino al 65% delle spese, regolarmente fatturate, sostenute per lo smaltimento dell'amianto. Un incentivo che potrebbe essere prolungato almeno fino al 2020, rendendolo in sostanza strutturale.

Fino al 31 dicembre 2013 è ancora possibile godere degli incentivi sugli adeguamenti sismici degli edifici. L'opportunità è rivolta alle abitazioni principali e agli edifici destinati ad attività produttive che rientrano nelle zone sismiche 1 e 2, cioè quelle a maggiore rischio e pericolosità. Si potranno detrarre fino a 96mila euro di spese per le ristrutturazioni, considerando però che sono escluse le ricostruzioni a seguito di eventi sismici. La norma infatti parla chiaramente di lavori per la prevenzione del rischio, adeguamento e messa in sicurezza.

Con la possibilità di pagare meno le bonifiche di amianto, il decreto introduce sempre dal gennaio 2014 la possibilità di detrarre dalla propria dichiarazione dei redditi quegli interventi fatti su impianti idrici e cisterne colpite da inquinamento di arsenico, rilevato dagli organi competenti al di sopra delle soglie minime previste per legge.

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